Massimiliano Costa
Nato a Genova nel 1958. Insegnante, è stato vicepreside dei due Istituti alberghieri genovesi.
Molto attivo nel volontariato, è stato tra l’altro responsabile regionale degli scout dell’Agesci e presidente regionale dell’Uciim (Unione cattolica italiana degli insegnanti medi).
Attualmente è referente per la Liguria di Area Popolare Democratica, il movimento politico culturale fondato da Padre Sorge.
Al terzo mandato di consigliere regionale, è stato eletto la prima volta consigliere regionale nel 1995 nelle liste dei Popolari e riconfermato alle elezioni del 2000. Si è presentato alle elezioni europee del 2004 nella lista Uniti nell’ulivo dove ha ottenuto oltre 30000 preferenze.
Dal 2005 è Vicepresidente della Regione Liguria con le seguenti deleghe: Politiche sociali, Terzo settore, Cooperazione internazionale, Istruzione, Formazione, Ricerca e Innovazione Tecnologica. Sette deleghe importanti, affidate alla Vicepresidenza, che la dicono lunga sull’impostazione del nuovo governo regionale: lavorare perché la Liguria sia davvero di tutti.
Tra queste, due costituiscono una novità per la nostra regione e danno un segnale importante sulle linee che questa amministrazione intende seguire per i prossimi anni: la delega al Terzo Settore e a quella per la Ricerca e l’Innovazione Tecnologica.
Per quanto riguarda il Terzo Settore, l’istituzione di una specifica delega è segno evidente della volontà di valorizzare e far crescere il mondo del volontariato, dell’associazionismo e della cooperazione ampliando e rafforzando quella cultura della solidarietà – anche internazionale - per altro già presente nella comunità ligure. E’ quindi partendo da questo presupposto che un ruolo da protagonista al terzo settore viene riconosciuto dalla nuova legge “Promozione del sistema integrato di servizi sociali e sociosanitari”. Si tratta di un provvedimento importante, che mette ordine nel settore delle politiche sociali semplificando l’offerta dei servizi alla persona, introducendo il concetto di “sportello unico” cui la persona bisognosa d’assistenza si rivolge per essere assistita in maniera globale (cura, sostegno alla famiglia, residenzialità…).
Altra novità importante è la delega alla Ricerca e all’Innovazione tecnologica, tema imprescindibile in un’ottica di progresso e, soprattutto, di semplificazione ed efficienza della pubblica amministrazione, nonché strumento essenziale per continuare a camminare sulla strada dell’e-government, per allargare il dialogo dei cittadini con le istituzioni locali.
La Liguria in materia ha sicuramente tanto da offrire in termini di professionalità e di eccellenza produttiva: pensiamo al Polo della Robotica, al Dixet (Distretto Elettronica e Tecnologie Avanzate), al Centro di Biotecnologie Avanzate di Genova, al Distretto dei Sistemi Intelligenti Integrati, che entrerà nel vivo della sua attività nel 2006, creando posti di lavoro e sviluppo economico di qualità, basato sulla costante interazione tra mondo della ricerca e quel tessuto produttivo in cui convivono – in una maniera che dovrà essere sempre più sinergica - grandi, medie e piccole imprese.
Infine, l’Istituto Italiano di Tecnologia, che, dopo il sì definitivo del Governo, si sta insediando a Morego, a Genova Bolzaneto rappresentando un’opportunità importante per la Liguria, che avrà così la possibilità di dimostrare di essere un centro di attrazione per ricercatori italiani e stranieri.
Con il 2006 le risorse del Fondo Sociale Europeo 2000-2006 sono terminate e, con l’allargamento dell’Unione Europea, ci si dovrà aspettare un taglio deciso dei fondi. Determinante sarà allora puntare alla qualità dell’offerta formativa, mettendo a regime progetti sperimentali di Formazione Integrata Superiore e costituendo poli e campus regionali: alla Regione spetterà la programmazione, l’indirizzo, il controllo e la verifica dell’operato. Primo polo formativo - già partito nel 2006 - è quello della nautica che, accanto all’Accademia della marina mercantile, offre diversi percorsi formativi legati alle professionalità del mare: dalla cantieristica navale, ai servizi portuali, al trasporto marittimo, seguendo la logica del partenariato tra Università, Centri di formazione professionale, mondo delle imprese pubbliche e private, enti locali, parti sociali e associazioni di categoria. Poi sarà la volta del polo delle professioni alberghiere e turistiche e quello dell’ICT (Information Communication Technology), entrambi in via di definizione.
Da ultimo, non certo per importanza, le politiche sociali: urgenti, variegate, che vadano a soddisfare una gamma di bisogni che parte dalla popolazione anziana sempre in crescita e costretta a fare i conti con la perdita di potere d’acquisto delle pensioni e con la solitudine; che passa per il disagio delle fasce deboli (ex tossicodipendenti, ex carcerati, disabili e malati psichiatrici) e arriva alle famiglie in cerca di una casa, di assistenza per i figli e di servizi. Politiche che si rendono tanto più necessarie di fronte al crescere delle nuove povertà: strumenti come assegni servizi e prestito d’onore serviranno allora a sostenere le famiglie che non arrivano a fine mese, mentre l’istituzione di un Fondo per la non autosufficienza sancisce l’impegno concreto dell’amministrazione regionale a farsi carico dei crescenti bisogni di chi, anziano e non, non può permettersi di vivere senza assistenza.
Su tutto, poi, dovrà essere prediletto un metodo di lavoro basato sull’incontro diretto con le persone, sul dialogo, su tavoli di concertazione per definire strategie e priorità.
