Via libera al Piano triennale di istruzione, formazione, orientamento e lavoro
Il Consiglio Regionale ha approvato, nell’ultima seduta della Legislatura, il Piano triennale regionale dell’istruzione, della formazione e del lavoro 2010-2012. “Si tratta di un provvedimento importantissimo e innovativo – dichiara Massimiliano Costa – che seguirà l’evoluzione del sistema educativo regionale anche in rapporto alla riforma costituzionale del Titolo V”.Previsto dalla legge regionale sul sistema educativo approvata a maggio dello scorso anno, il provvedimento analizza la situazione regionale del sistema scolastico e formativo, ne dettaglia le potenzialità e le criticità. Fa un’accurata fotografia dell’occupazione e delle politiche attive del lavoro al fine di raggiungere gli obiettivi comunitari di una buona e maggiore occupazione. Nel piano si identificano le linee portanti del rapporto con le Province e si da concretezza agli indicatori di valutazione e monitoraggio di tutto il sistema.
Si evidenziano infine delle azioni di sistema per potenziare la qualità dell’offerta formativa e l’incisività degli interventi nel mercato del lavoro.
Tra gli obiettivi generali posti dal Piano, c’è l’aumento dell’offerta di posti di lavoro stabili per giovani, donne, over 40, over 54, disoccupati di lunga durata, stranieri; accrescere la qualità dei posti di lavoro e le reti di sicurezza del lavoro; realizzare interventi finalizzati allo sviluppo dei settori trainanti dell’economia regionale, sviluppare le conoscenze e le competenze della popolazione (attiva e non attiva) secondo una logica di lifelong learning.
“Un altro obiettivo importantissimo del piano –spiega Costa – è quello di creare un sistema integrato dell’istruzione e della formazione forte, perché proprio attraverso questa integrazione si può garantire il diritto/dovere all’istruzione e alla formazione e ridurre il drop out”.
Dal piano, infatti, emerge che in Liguria nel 2005 il tasso di abbandono scolastico era al 17%, mentre nel 2008 tale indice è sceso al 12,7%. “Quest’anno – dichiara il vicepresidente – contiamo di arrivare al 9%, ovvero un punto in meno rispetto agli obiettivi di Lisbona che sono fissati al 10”.
Uno degli strumenti che in questo senso hanno aiutato notevolmente ad abbattere il tasso di dispersione scolastica sono i percorsi triennali di istruzione e formazione professionale e i corsi integrati: “questi percorsi –afferma Costa – hanno avuto un buon esito considerando che circa l’80% degli allievi qualificati ha trovato un lavoro o ha proseguito gli studi; che una quota relativamente bassa di qualificati (20,3%) è ancora in stato di disoccupazione e che tra questi ultimi la maggior parte (il 16,9%) cerca attivamente un’occupazione e, per questo motivo, è ancora in contatto con le strutture formative”.
