Servizio civile: con “Amicus” 30 giovani liguri in Europa
Svolgere sei mesi di servizio civile all’estero, presso organizzazioni di Paesi dell’Unione Europea che si occupano di servizi sociali. Lo prevede “Amicus Regional Service: Course for the European networking”, progetto europeo di cui la Liguria è capofila che coinvolge 30 ragazze e ragazzi con cittadinanza europea residenti in Liguria e nelle regioni limitrofe di età compresa tra 18 e 28 anni.A partire, nel mese di febbraio, saranno 30 giovani che, dopo una selezione e una settimana di formazione, potranno scegliere di andare in uno degli otto Paesi europei coinvolti nel progetto: Francia, Spagna, Germania, Slovacchia, Polonia, Romania, Finlandia e Svezia.
“Questo progetto, che portiamo avanti in Liguria per la prima volta – afferma Costa – mette insieme l’aspetto di educazione alla cittadinanza attiva, tipico del servizio civile, con quello della mobilità giovanile, che sempre più deve diventare una tappa obbligata nel percorso di crescita e formazione dei nostri giovani”.
Durante i sei mesi di servizio civile, i giovani parteciperanno a diversi momenti di formazione per elaborare l’esperienza che stanno vivendo; inoltre, al termine del percorso, dovranno presentare una sorta di tesina in cui avranno raccolto dati e informazioni sulla legislazione in materia di volontariato e Terzo settore del Paese che li ospita. La particolarità di questo progetto è infatti la costruzione di un sistema europeo per il volontariato ed il servizio civile dei giovani.
Tutto il progetto si concluderà nel dicembre del 2010 con la presentazione dei risultati.
Dal 3 novembre al 3 dicembre sarà aperto il bando per la selezione dei 30 giovani che verrà pubblicato sui siti della Regione Liguria, ARSSU e sul bollettino ufficiale regionale.
“Con Amicus – conclude Costa – ampliamo ulteriormente il ventaglio delle opportunità offerte dal servizio civile che in Liguria viene proposto, con modalità diverse, a studenti delle scuole superiori dai 16 anni in su, a giovani con meno di 29 anni che non hanno cittadinanza italiana e a giovani sottoposti a restrizione della libertà personale, facendo così del servizio civile una tappa fondamentale del percorso di riabilitazione sociale”.
