Fede e correnti
Strumentalizzare la fede per cose della politica è quanto mai discutibile, se poi ciò si fa per questioni di corrente è del tutto biasimevole. Quando questo lo fanno persone rispettabili, almeno per la loro storia, si è avvolti da sentimenti di sola tristezza. Non si può tacere e nascondere la realtà. Il cattolicesimo democratico ha rappresentato, nel nostro paese, una delle culture riformiste più feconde nel secolo scorso. Potrà certamente continuare ad essere punto di riferimento, utile al bene comune, solo se non sarà confuso o peggio assorbito dal progetto socialdemocratico cui si orienta parte del PD. E’ evidente che qualcuno cede all’anacronismo storico della socialdemocrazia, perché? È la vocazione minoritaria tipica di frange cattoliche che si accontentano della loro “lenticchia”, o è la consapevole comoda rinuncia all’autonomia confinandosi in una sorta di riserva indiana, all’interno di un partito che così rischia la permanente opposizione.
Il tema delle primarie Bersani - Franceschini e del cattolicesimo democratico sta tutto qui: tra chi si arrende alla vetero - continuità con l’egemonia culturale e politica della sinistra e chi invece vuole interpretare in una sintesi nuova e orientata al futuro le storie antiche, con pari dignità e piena titolarità di valori, idee e progetti. Tutti abbiamo l’intelligenza per capire, non tutti il coraggio per agire!
