Quando sei a corto di idee, risparmia il cervello e serviti delle orecchie.
Robert Baden-Powell

Luglio 2009

Ha ragione Fassino quando dice che solo attorno a Franceschini si possono coagulare quei progetti e quelle persone che porteranno a compimento il nuovo Partito democratico. Non è solo questione di nomi: il PD esiste in una logica di non continuismo con il passato, o non è. La “Cosa 4” di D’Alema è l’ennesimo tentativo di riportare indietro l’orologio della storia, ci vorrebbe onestà intellettuale e coraggio da parte di tutti per rifiutarla con chiarezza! Fa invece tristezza osservare come persone significative, abbandonando le loro idee forza, si prestano ad appoggiare un progetto vecchio in cambio, forse, di un piatto di lenticchie. Purtroppo i nomi non mancano, i tanto cercati “yes-man”, sono sotto gli occhi di tutti e a tutti i livelli, e ciò consentirà alla destra di continuare a vincere…..E Marino, si erge a neo paladino della laicità in politica, senza capire che “questa” è metodo e comportamento e non potrà mai essere né principio né valore. La confusione forse maschera altro: l’ambizione del neofita politico che si trova improvvisamente sulla scena pubblica.

Il nuovo partito esiste solo nella vera integrazione delle diverse culture, senza investiture oligarchiche dal centro verso la periferia, e nel superamento dell’ipocrisia di chi vuole conservare l’esistente, o peggio tornare alle egemonie del passato.
Proprio per questo è indispensabile superare la centralità dei partiti che guardano il loro ombelico attraverso la gestione quotidiana delle burocrazie interne: con questo modello, ben rappresentato da Bersani, non si entra nemmeno in competizione con la destra, si utilizza un
linguaggio incomprensibile alle nuove generazioni, ci si condanna ad una lunga opposizione. Non si può nemmeno sperare sui paradossali errori di Berlusconi, non perché questi manchino, ma perché bisogna essere capaci di avere un proprio progetto di società alternativo e coinvolgente, e non commettere l’elementare errore di privilegiare la tattica delle alleanze: queste verranno dopo.
 

Ci vogliono passione e coraggio.
Franceschini interpreta meglio questo momento di transizione verso il futuro del PD: lui può essere avanguardia di chi prenderà le responsabilità dirette domani; con lui si possono aprire vie nuove e coinvolgenti per molti; è capace di trasmettere la passione per il servizio in politica, per i più giovani, per un nuova stagione. Ha il coraggio di coinvolgere se stesso, di proporre forti cambiamenti, di osare strategie e cammini orientati al domani.
Ora, per la sopravvivenza ed il futuro del PD tocca anche a noi!

Vogliamo perdere le regionali? Guardando come sono andate le elezioni in provincia di Savona ed in diversi comuni di quel territorio sembrerebbe proprio di sì.
Si sono fatti una enormità di errori ed i risultati hanno mostrato la fondatezza di chi, come noi,li aveva da tempo denunciati!
“Bisogna mandarli a casa” per ricostruire. Molti nostri amici hanno pensato purtroppo così, e così è andata.
Quando il PD si chiude a riccio nel vecchiume partitocratrico di alcuni suoi componenti, quando chi guida il PD non ha nemmeno l’onestà intellettuale di ammettere la sconfitta e farsi immediatamente da parte, quando si assiste a continue ipocrisie per ricercare esclusivamente la tutela della propria posizione, si perde il senso vero e alto della politica e allora si è costretti ad applaudire per ciò che è accaduto.
Se non si vogliono perdere le regionali è bene che da Savona parta un segnale di trasparenza, rinnovamento e onestà intellettuale; è bene che la riflessione dentro al PD ligure sia davvero seria e conseguente e non ricalchi ciò che è avvenuto a Savona, altrimenti la fine è già scritta.