Ha ragione Fassino quando dice che solo attorno a Franceschini si possono coagulare quei progetti e quelle persone che porteranno a compimento il nuovo Partito democratico. Non è solo questione di nomi: il PD esiste in una logica di non continuismo con il passato, o non è. La “Cosa 4” di D’Alema è l’ennesimo tentativo di riportare indietro l’orologio della storia, ci vorrebbe onestà intellettuale e coraggio da parte di tutti per rifiutarla con chiarezza! Fa invece tristezza osservare come persone significative, abbandonando le loro idee forza, si prestano ad appoggiare un progetto vecchio in cambio, forse, di un piatto di lenticchie. Purtroppo i nomi non mancano, i tanto cercati “yes-man”, sono sotto gli occhi di tutti e a tutti i livelli, e ciò consentirà alla destra di continuare a vincere…..E Marino, si erge a neo paladino della laicità in politica, senza capire che “questa” è metodo e comportamento e non potrà mai essere né principio né valore. La confusione forse maschera altro: l’ambizione del neofita politico che si trova improvvisamente sulla scena pubblica.
Il nuovo partito esiste solo nella vera integrazione delle diverse culture, senza investiture oligarchiche dal centro verso la periferia, e nel superamento dell’ipocrisia di chi vuole conservare l’esistente, o peggio tornare alle egemonie del passato.
Proprio per questo è indispensabile superare la centralità dei partiti che guardano il loro ombelico attraverso la gestione quotidiana delle burocrazie interne: con questo modello, ben rappresentato da Bersani, non si entra nemmeno in competizione con la destra, si utilizza un
linguaggio incomprensibile alle nuove generazioni, ci si condanna ad una lunga opposizione. Non si può nemmeno sperare sui paradossali errori di Berlusconi, non perché questi manchino, ma perché bisogna essere capaci di avere un proprio progetto di società alternativo e coinvolgente, e non commettere l’elementare errore di privilegiare la tattica delle alleanze: queste verranno dopo.
Ci vogliono passione e coraggio.
Franceschini interpreta meglio questo momento di transizione verso il futuro del PD: lui può essere avanguardia di chi prenderà le responsabilità dirette domani; con lui si possono aprire vie nuove e coinvolgenti per molti; è capace di trasmettere la passione per il servizio in politica, per i più giovani, per un nuova stagione. Ha il coraggio di coinvolgere se stesso, di proporre forti cambiamenti, di osare strategie e cammini orientati al domani.
Ora, per la sopravvivenza ed il futuro del PD tocca anche a noi!
